Grazie per l'Accoglienza, per come mi hai guardata, per come mi fai sempre sentire - senza farmi trovare le parole per poterlo spiegare - e per come, infine, te ne stavi seduto lì sulla sedia: disarmato, a lato di un'altra sedia, con i fiori seduti che ti tenevano compagnia, e che ti ascoltavano.
Raccontami una favola per non farmi pensare, per farmi dimenticare, per farmi stordire nel silenzio che mi lascia, per farmi addormentare. E' ancora faticoso prendere sonno, anche da adulti.
sabato 14 giugno 2014
I fiori seduti
Grazie per l'Accoglienza, per come mi hai guardata, per come mi fai sempre sentire - senza farmi trovare le parole per poterlo spiegare - e per come, infine, te ne stavi seduto lì sulla sedia: disarmato, a lato di un'altra sedia, con i fiori seduti che ti tenevano compagnia, e che ti ascoltavano.
giovedì 5 giugno 2014
Era il tre maggio quando mi hai preso per mano
Egli sopporta male qualsiasi immagine di se stesso, soffre a venir nominato. Considera che la perfezione di un rapporto umano è basata su questo vuoto d'immagine: abolire fra di noi, tra l'uno e l'altro gli aggettivi. Un rapporto che si aggettiva è dalla parte dell'immagine, dalla parte della dominazione, della morte.
Barthes di Roland Barthes
venerdì 9 maggio 2014
Nero di buio
Il momento in cui ci siamo voluti bene l'ho dimenticato.
A pensarci, ora; il momento in cui ci siamo voluti bene l'ho quasi dimenticato.
Tentenno tra sogni e realtà. Dopo molto tempo si fondono, sogni e realtà nel Ricordo di te. Perdendo la concetrazione riassumo solo i silenzi. Il peso del non detto, del mio non detto, della mia assenza è sangue. Non scorre. Nero essicca voragini. Nero di buio.
domenica 4 maggio 2014
Orizzonte
Qualche giorno fa, mia Nipote mi ha confidato che da piccola Pensava il Cielo ed il Mare fossero una cosa sola; pensava fosse un continuo, pensava fossero fatti del medesimo elemento: H2O.
Così si spiegava il perchè della pioggia.
Così, eliminata la linea di orizzonte dal campo visivo, mi spiego il perchè delle lacrime.
venerdì 18 aprile 2014
Affinità Elettive
Disse al suo InCanto:
Bzbzbzbzbzbzbz
Le contestò:
Ltltltltltltlt.
Cosa sei?
Gli rispose:
Una zanzara,
Tu?
Le rispose:
Una borsa di sangue
domenica 16 marzo 2014
I miei te
Con gli occhi pieni di te
Passo dalle reni alla pancia,
Dalle fossette tardive; e sprofondano
quando sorridi,
e s'arrotondano quando si specchiano nelle mie.
Con gli occhi pieni di te, te ne sei andato.
Sono caduta nelle tue fossette,
Poi, dalle tue fossette sul pavimento: che era, ancora, pieno-di-te...
Si specchiarono i miei te, pieni di me.
mercoledì 5 marzo 2014
Promemoria eccessivo
Non si sente molto cambiato, una nostalgia in più, ma le nostalgie si sovrappongono come carte scoperte nell'attesa di un ritorno. Spesso si annullano, cambiano i desideri. Spesso diventano torri; una sopra l'altra tradiscono Babele: non cadono.
Si arrotondano gli angoli e non graffiano più la speranza.
Speme cicatrizzata... Promemoria eccessivo: non risponderle e non cercarla.