Addio recipiente accogliente di caffè, Addio Gusto e Odorato. Benvenuto tatto. Hasta siempre udito e vista.
Raccontami una favola per non farmi pensare, per farmi dimenticare, per farmi stordire nel silenzio che mi lascia, per farmi addormentare. E' ancora faticoso prendere sonno, anche da adulti.
lunedì 23 novembre 2015
Quesiti
Addio recipiente accogliente di caffè, Addio Gusto e Odorato. Benvenuto tatto. Hasta siempre udito e vista.
mercoledì 16 settembre 2015
Tu
venerdì 3 aprile 2015
CiuUUUUFf
Prenderò il treno delle 14:30 che parte dal binario due, è in arrivo sul secondo binario, ancora sulla stessa panchina.
giovedì 1 gennaio 2015
cordoni ombelicali artificiali
venerdì 26 dicembre 2014
I tuoi calzini Blu
Di Baci. Risposi.
Stasera, di baci, allora, ceniamo. Pensai.
martedì 23 dicembre 2014
analfabetismo emotivo
Ecco cos'è. La noia arriva durante la digestione.
Secoli di noia digestiva, e, un'immensa pace di sete dissetata.
Un'immensa pace di sogni sognati.
Un'immensa pace di fame sfamata.
Un'immensa pace di desideri desiderati.
Se ho fame mi nutro e mi sfamo.
Se ho sete bevo e mi disseto.
Sogno e desiderio sono in secoli di noia digestiva.
Sfamare e dissetare sono concetti propriamente fisici, e non ho più voglia di fare sinestesie, per il resto.
Ho sempre vissuto il susseguirsi dei numeri con una certa ansia.
Ogni qual volta che arrivo alla sequenza cinque sei sette mi blocco. Penso al Cinque innamorato perso del Sei, e il Sei super innamorato del Sette. Mi ha sempre fatto tenerezza il Cinque, il Sei non se lo è mai calcolato.
Il cinque non ha mai calcolato il quattro, del resto.
Un'infinita solitudine inesprimibile. Dare sentimento a numeri, per trovarne un po' che non è in noi.
Chi è il 6? Tu, Tu sei.
venerdì 28 novembre 2014
E non conosco nemmeno il colore dei tuoi occhi
Essere mancato. Sentirti mancato, sentirmi, sentirci.
Trasudando in deserto rosso, rimane un cappotto, verde Giuliana.
Raro il fatto della compresenza di cinque (ricordi il cinque? La mia tenerezza per il cinque? E solo a te ho raccontato...), sì, cinque cappotti verde Giuliana, in un mercatino dell'usato, il giorno dopo che ti ho visto la prima volta -e tu non mi hai vista.
Ho fatto una fotografia, ai cinque cappotti, e non l'hai mai vista.
Avevo smesso di scriverti favole. Non avevamo più bisogno di parole.
Nemmeno ora, ma ti sento di meno -dicono così, letteralmente, in Spagna, per dire: mi manchi (e odio tutte ste virgole, questi punti, questi trattini e parentesi che, al posto di cadenzare i miei toni, in realtà sono solo secondi nel pensiero più triste: non poterti sentire più).
Il verde... alcuni lo annoverano tra i colori primari con giallo rosso e blu.
Il giallo era il mio colore favorito da bambina, ora è il blu da qualche anno, il rosso è sempre stato un colore dell'anima.
Tu sei il mio verde, e non conosco nemmeno il colore dei tuoi occhi.

