Raccontami una favola per non farmi pensare, per farmi dimenticare, per farmi stordire nel silenzio che mi lascia, per farmi addormentare. E' ancora faticoso prendere sonno, anche da adulti.
domenica 22 ottobre 2017
giovedì 10 novembre 2016
giovedì 21 gennaio 2016
spazzato 2/2
mercoledì 13 gennaio 2016
Spazzato
mercoledì 30 dicembre 2015
oops
martedì 29 dicembre 2015
lingua Madre
sv
martedì 22 dicembre 2015
Lascia la mia maglietta dei Karate diventare il tuo pigiama Quando viene Estate
domenica 6 dicembre 2015
Nella fine del Mondo avevo nostalgia di Te
Le RiCorderai. Ne sono certa, anche senza segnare/sognare:Ho fatto dei sogni assurdi.Sogni di fine del mondo e tutti ad ascoltare preghiere in latino al buio, cantate da una testa albina che vedevo solo io.. Poi è subentrato il Tempo, a cantare, un gigante Cronos che camminava verso me, sdraiata con cuscino sul suo palco, mi sono spostata, ancora al buio... Teste di suore facevano il coro. Ero serena, non avevo paura del buio, tutti erano presi male dal buio. Le teste le vedevo io sola. Spagna, vivevo in Spagna. È morto un Papa e tutto in bianco su un carro bianco se lo portava seco un cavallo bianco, in giro, e sopra a un tetto di un bagno, un tetto in vetro, lo si scorgeva. Il bagno era il suo, ma diventava mio e della mia coinquilina. Son tornata dalla Spagna, ma senza viaggiare, guardando una bicicletta tornavo - amici, cugina e altre persone in Spagna, con me. La Spagna era povera, ma ero serena.Poi, abbiamo camminato nella sabbia della spiaggia, tu io e tua Madre (una scultrice che rispettano - forse perché ha scolpito te?), tu volevi prendere posto nella spiaggia dei nudisti anziani, ma con tua Madre abbiamo deciso di proseguire per trovare posto vicino al mare, al di là delle dune. Abbiamo trovato dei buchi nella sabbia con delle sculture.. Una bambolina in scala umana di plastica, vestito Novecentesco giallo sbiadito. In un altro buco un Pinocchio. Desideravo prendere entrambi per fare dei calchi, ma non l'ho fatto perché mi sembrava puerile nei confronti di tua Madre (le portavo ascolto e molto rispetto mentre parlava).
giovedì 26 novembre 2015
Trilogia di Turgenev ( o del Sia pure solo per un Attimo?)
lunedì 23 novembre 2015
Quesiti
Addio recipiente accogliente di caffè, Addio Gusto e Odorato. Benvenuto tatto. Hasta siempre udito e vista.
mercoledì 16 settembre 2015
Tu
venerdì 3 aprile 2015
CiuUUUUFf
Prenderò il treno delle 14:30 che parte dal binario due, è in arrivo sul secondo binario, ancora sulla stessa panchina.
giovedì 1 gennaio 2015
cordoni ombelicali artificiali
venerdì 26 dicembre 2014
I tuoi calzini Blu
Di Baci. Risposi.
Stasera, di baci, allora, ceniamo. Pensai.
martedì 23 dicembre 2014
analfabetismo emotivo
Ecco cos'è. La noia arriva durante la digestione.
Secoli di noia digestiva, e, un'immensa pace di sete dissetata.
Un'immensa pace di sogni sognati.
Un'immensa pace di fame sfamata.
Un'immensa pace di desideri desiderati.
Se ho fame mi nutro e mi sfamo.
Se ho sete bevo e mi disseto.
Sogno e desiderio sono in secoli di noia digestiva.
Sfamare e dissetare sono concetti propriamente fisici, e non ho più voglia di fare sinestesie, per il resto.
Ho sempre vissuto il susseguirsi dei numeri con una certa ansia.
Ogni qual volta che arrivo alla sequenza cinque sei sette mi blocco. Penso al Cinque innamorato perso del Sei, e il Sei super innamorato del Sette. Mi ha sempre fatto tenerezza il Cinque, il Sei non se lo è mai calcolato.
Il cinque non ha mai calcolato il quattro, del resto.
Un'infinita solitudine inesprimibile. Dare sentimento a numeri, per trovarne un po' che non è in noi.
Chi è il 6? Tu, Tu sei.
venerdì 28 novembre 2014
E non conosco nemmeno il colore dei tuoi occhi
Essere mancato. Sentirti mancato, sentirmi, sentirci.
Trasudando in deserto rosso, rimane un cappotto, verde Giuliana.
Raro il fatto della compresenza di cinque (ricordi il cinque? La mia tenerezza per il cinque? E solo a te ho raccontato...), sì, cinque cappotti verde Giuliana, in un mercatino dell'usato, il giorno dopo che ti ho visto la prima volta -e tu non mi hai vista.
Ho fatto una fotografia, ai cinque cappotti, e non l'hai mai vista.
Avevo smesso di scriverti favole. Non avevamo più bisogno di parole.
Nemmeno ora, ma ti sento di meno -dicono così, letteralmente, in Spagna, per dire: mi manchi (e odio tutte ste virgole, questi punti, questi trattini e parentesi che, al posto di cadenzare i miei toni, in realtà sono solo secondi nel pensiero più triste: non poterti sentire più).
Il verde... alcuni lo annoverano tra i colori primari con giallo rosso e blu.
Il giallo era il mio colore favorito da bambina, ora è il blu da qualche anno, il rosso è sempre stato un colore dell'anima.
Tu sei il mio verde, e non conosco nemmeno il colore dei tuoi occhi.
domenica 26 ottobre 2014
Ogni taglio sulle tue mani ha un perché
È stata la Maestra di Mosaico della mia Maestra di Mosaico. Tessera delle mie tessere.
Quando ero piccola mi accolse in casa sua.
Una porta in una piccola viuzza di Ravenna, protetta. Mi ritrovai in una casa, che non era casa, ma Mondo. Non avevo mai visto la casa di un'Artista in vita mia. Mi sorprese il fatto che il salotto era uno studio. Una libreria con molti testi -ricordo in particolare un grande volume su Pontormo.
Severa, silenziosa, Elegantissima... Non ho mai più avuto l'Onore di trovarmi al cospetto di tanta Grazia. Con capelli ordinati, di un Deserto Rosso sbiadito, non sorrideva e rigorosa tendeva alla semplicità e alla Purezza: l'Astrazione degli sguardi tesserati, Bizantini, l'avevano contaminata.
Mi disse che era molto stanca, ma che le poche ore di Lucidità ed Energia le utilizzava per fare mosaico.
Le chiesi perchè trasfigurava quadri altrui invece di creare qualcosa di suo proprio. Mi rispose:
Nella vita puoi avere solo una Passione, perchè ti devi dare a Lei COMPLETAMENTE.
Da quel giorno, tutti i giorni della mia vita penso a questa frase. Penso a Lei, Maestra e spinta che mi ha dato Forza quando non ne avevo veramente più.
Mi sarebbe piaciuto incontrarla ancora, ma il caso ha voluto che no, non ci saremmo mai più riviste.
Una mia serie di mosaici you just sit there wishing you still make love sono stati ideati e composti pensando a Lei. Le avrei sempre voluto chiedere una critica su quella ricerca, le avrei voluto regalare un pezzo di quella ricerca, alla mia più Grande Ispirazione.
Sono profondamente triste, con un cuore spezzato a metà -lo potrei rincollare con un po' di cemento, ma manca una tesserina, la più Bella.
A volte apro questo libro, e la spio, commossa dalla sua Presenza che quel giorno ha cambiato la mia vita. Ne sento ancora la Forza, non mi abbandonerà mai la sua Forza.
Maestra e serva di una Passione.
Indiscussa tesserina dorata che ha illuminato la mia vita, e che lo farà sempre, fino all'ultimo dei miei giorni.

lunedì 20 ottobre 2014
l'ordine dei miei gesti
Ho dormito come dormono i bambini, e mi sono svegliata al canto rosso, della luce rossa, che passava attraverso i fori di una serranda. Quinto piano a Barcellona.
Se ci fossi stato tu avremmo dormito assieme.
Suonano sveglie che non sono mie. E non mi svegliano. Sono già sveglia. Sono sveglia e non riesco a fare nulla. Quando mi svegliavo presto scrivevo. Scrivo.
Tutto pare essere tornato così lento.
Solo quando scocca la mezzanotte ritrovo un certo senso di pace. En ti. Sto pensando in te -a te-, quindi un saluto a me, che sto pensando in te; è come salutare me, in te, è come salutare te, e riprendere me.
Ho strappato pagine per alleggerire il peso in volo. Ho alleggerito i ricordi per quando non ricorderò più, per quando mi stupirò tra le mie carte, per tutto il mio proprio vissuto, vissuto e immaginato.
Ho fame di un caffè freddo. Ho fame di un caffè freddo e solo, in fronte a te. La Grazia di averti qua, con me. Ci separano anni. Arriveremo lunghissimi all'eterno ritorno della nostra unità, monade, solo per poter affermare la nostra nostalgia di un noi non realizzato. E mi rimane un vuoto nello stomaco: caffè solo, freddo che terminerò una mattina presto, nel ricordo di te, con una stilografica che inchiostra nero, nelle carte che dividono i nostri giorni e scandiscono il mio niente. Senza te.
Ci siamo tappati la bocca, per non baciarci e ho aperto gli occhi quando te ne sei andato, per non vederti più.
Avrei potuto dormire un po' di più. La voglia del ricordo perfetto, che ho di te.
L'assurdità è quando scrivendo vai a cancellare la lettera antecedente. Era perfetta.
Mi incatenerò a quella frazione, nazione di secondo, di cui sarò serva e imperatrice per l'eternità. Era perfetta.
L'assurdità sarebbe dimenticarmi di te.
Dov'è finito chi conosceva così bene il mio corpo, l'ordine dei miei gesti. Il peccato mortale dei miei sbadigli annoierà anche la perfezione, ma triste la mia religione rimarrà in assenza di stelle, senza te. Dimentico.
Trasmodante vuoto, l'ordine dei miei gesti, in lui, non li ricorderà mai nessuno.
lunedì 22 settembre 2014
'Eternidad
Sai, dovremmo dividere i treni con vagoni a tema.
Un vagone per parlare, un vagone per leggere, un vagone per guardarsi
Sì. Guardarsi.
Come si guarda un tramonto o una bella sensazione del tempo che passa in espressioni sconosciute ed eterne,
perchè non le rivedremo più.
L'eternità è non vederci più.
Ho appena trovato ne La montagna incantata di Thomas Mann un pensiero assurdamente affine alle mie ultime parole: Chiudiamo, suvvia, gli occhi, al riparo dell'eternità!
sabato 13 settembre 2014
fuochi d'artificio autunnali
Guarda che tesoro di grazie fiorentine!
In quel corpo tutte curve e muscoli
abbondano, divine sorelle, Forza ed Eleganza.
Che gran pezzo di donna! Che portento!
Ma è fatta per troneggiare su letti sontuosi,
per allietare i piaceri d'un principe o d'un papa!
-Quel sorriso fine e voluttuoso, poi,
dove la Fatuità effonde la sua estasi;
e quel lungo sguardo sornione, languido e beffardo?
E quel viso vezzoso, tutto raccolto in veli?
Ogni suo tratto dice con aria di trionfo:
"La Voluttà mi chiama e l'Amore m'incorona!".
Quale fascino eccitante dà la gentilezza
a una creatura piena di tanta maestà!
Suvvia, giriamo intorno a questa bellezza!
Ma è una bestemmia d'arte! Una sorpresa fatale!
La donna ha un corpo divino, promette felicità,
e, guarda là, finisce a un mostro a due teste!
-Ma quel viso illuminato da una squisita smorfia
è una maschera allora, tutta una messa in scena!
La vera testa è quella contratta atrocemente!
La faccia genuina è questa
rovesciata a ridosso di quella che mente!
Povera gran bellezza! Il fiume magnifico
delle tue lacrime fluisce nel mio cuore turbato,
m'inebria la tua menzogna e l'anima beve
ai flutti che il Dolore fa sgorgare dai tuoi occhi!
-Ma perché piange? Lei, perfetta bellezza
che ridurrebbe vinto ai suoi piedi il genere umano!
Che male misterioso rode quel suo fianco d'atleta?
-Insensato! Lei piange perché ha vissuto
e perché vive! Ma quello che deplora soprattutto,
ciò che fino ai ginocchi la fa fremere,
è che domani, sì, bisogna vivere ancora!
Domani, dopodomani e sempre! - Come noi!
(Vabbè.. Maledetta Torre di Babele che non me la lascia, non ce la lascia nel suo linguaggio Madre, Universale)
Questa è una mia supposizione. Perché, questa Poesia di Baudelaire, non ricorda la Notte di Michelangelo? -avevo detto che non avrei fatto più domande, chiedo umilmente PerDono.
Mi piace pensare alla notte così;
Domani, dopodomani e sempre! - Come noi!







